La rilevazione COT del 23 giugno descrive un mercato attraversato da un processo diffuso di riduzione del rischio, ma privo di una direzione comune. Gli indici statunitensi hanno registrato una forte contrazione dei contratti aperti nella settimana della scadenza trimestrale, l’euro ha visto crescere le posizioni ribassiste, oro e argento hanno inviato segnali differenti, mentre corn e WTI hanno mostrato un rafforzamento della pressione short. La lettura complessiva resta quindi selettiva: i flussi indicano dove l’esposizione si sta riducendo o ricostruendo, senza trasformare una singola rilevazione settimanale in un segnale operativo autonomo.
1. Una settimana di deleveraging selettivo
Il tratto comune della settimana è la riduzione dell’open interest, cioè del numero complessivo di contratti futures ancora aperti. La contrazione ha interessato soprattutto S&P 500, Nasdaq 100 ed Euro/Dollaro, ma il calendario impone prudenza: per i due indici statunitensi la rilevazione coincide con la finestra della scadenza trimestrale e una parte del movimento può riflettere il rollover dai contratti in scadenza a quelli successivi.
La composizione dei flussi permette comunque di distinguere dinamiche differenti. Su S&P 500 la posizione netta degli Asset Manager è migliorata perché gli short sono diminuiti più dei long. Sul Nasdaq 100, invece, il saldo è peggiorato per la liquidazione delle posizioni rialziste. Euro/Dollaro ha registrato un aumento sia dei long sia degli short, con una crescita molto più ampia delle scommesse favorevoli al dollaro. Tra le commodity, oro e gas naturale hanno mostrato una costruzione rialzista parziale, mentre corn e WTI hanno visto aumentare la pressione ribassista.
La distinzione è importante perché una posizione netta può migliorare anche senza nuovi acquisti. Quando il saldo cresce per la chiusura degli short, il mercato sta riducendo una scommessa ribassista; quando cresce attraverso nuovi long, sta invece aggiungendo rischio in direzione rialzista. Le due dinamiche producono lo stesso segno matematico, ma raccontano una partecipazione molto diversa.
| Mercato | Delta net / OI | Costruzione prevalente | Prezzo e posizionamento | Percentile storico |
|---|---|---|---|---|
| S&P 500 | +0,44% | Short covering | Divergenza | 83,3 |
| Nasdaq 100 | −2,66% | Liquidazione dei long | Conferma | 26,3 |
| Euro/Dollaro | −1,99% | Nuovi short prevalenti | Conferma | 21,8 |
| Oro | +0,48% | Costruzione rialzista parziale | Divergenza | 44,2 |
| Argento | −1,05% | Liquidazione dei long | Conferma | 29,5 |
| Corn | −1,32% | Nuovi short prevalenti | Neutralità | 57,1 |
| Natural Gas | +0,14% | Costruzione rialzista parziale | Neutralità | 26,3 |
| WTI | −0,70% | Liquidazione long e nuovi short | Conferma parziale | 30,8 |
2. Indici USA: lo stesso calo, due costruzioni differenti
S&P 500, il saldo migliora attraverso lo short covering
La posizione netta degli Asset Manager su S&P 500 è salita da 984.009 a 992.729 contratti, con un incremento di 8.720 unità, pari allo 0,44% dell’open interest corrente. Il dato appare favorevole al rialzo se osservato isolatamente, ma la sua composizione restituisce una lettura più prudente: i long sono diminuiti di 28.434 contratti e gli short di 37.154. Il miglioramento nasce quindi da una riduzione più ampia delle coperture ribassiste, mentre l’esposizione complessiva si è contratta.
L’open interest è sceso del 23,24%, una variazione eccezionale che coincide con la scadenza trimestrale. Il rollover può aver amplificato il calo dei contratti aperti e riduce la capacità della singola settimana di descrivere un cambiamento strutturale. La posizione netta resta comunque elevata rispetto alla storia recente: l’83,3° percentile sulle ultime 156 settimane segnala un’esposizione istituzionale già consistente. Una concentrazione di questo tipo può sostenere il mercato finché i flussi restano favorevoli, ma rende il prezzo più sensibile qualora gli Asset Manager inizino a ridurre il rischio con maggiore decisione.
Il future ha perso l’1,08% nella settimana, mentre il saldo netto è migliorato. La divergenza tra prezzo e posizionamento abbassa la qualità del segnale, perché il flusso favorevole deriva soprattutto dalla chiusura di short e non da una nuova espansione dei long.
Nel grafico seguente osserviamo come il prezzo e la posizione netta degli Asset Manager abbiano preso direzioni differenti nell’ultima rilevazione.
Nasdaq 100, la debolezza arriva dalla liquidazione dei long
Sul Nasdaq 100 la posizione netta degli Asset Manager è scesa da 71.133 a 63.778 contratti. La riduzione di 7.355 unità equivale al 2,66% dell’open interest ed è la più ampia dell’intero universo analizzato. I long sono diminuiti di 8.956 contratti, mentre gli short si sono ridotti di 1.601: la pressione deriva quindi soprattutto dall’uscita di investitori precedentemente esposti al rialzo.
Il prezzo ha ceduto l’1,10% e ha confermato la direzione del posizionamento. Anche in questo caso l’open interest è sceso in modo marcato, del 26,23%, e la scadenza trimestrale può aver alterato l’ampiezza del movimento. Il confronto con lo S&P 500 resta però utile. Sul benchmark più ampio il saldo netto è migliorato attraverso lo short covering; sul Nasdaq la riduzione dei long ha accompagnato il calo delle quotazioni. La componente tecnologica ha quindi mostrato una partecipazione più coerente con la debolezza del prezzo.
La posizione netta si colloca al 26,3° percentile del campione a 156 settimane, molto al di sotto della concentrazione osservata nel S&P 500. Su quattro settimane il saldo cumulato è diminuito di 22.681 contratti, mentre sulle ultime tredici resta positivo per 12.320. Il flusso recente segnala una fase di riduzione del rischio, ma conserva ancora parte della costruzione realizzata nel trimestre.
Nel grafico seguente osserviamo la conferma tra la flessione del Nasdaq 100 e la riduzione della posizione netta istituzionale.
3. Euro/Dollaro: cresce la domanda di protezione sul dollaro
La posizione netta degli Asset Manager su Euro FX è diminuita da 270.344 a 254.730 contratti, con una variazione negativa di 15.614 unità, pari all’1,99% dell’open interest. Gli investitori istituzionali restano ampiamente net long sull’euro, ma la settimana ha modificato la composizione del rischio: i long sono aumentati di 2.271 contratti e gli short di 17.885. La crescita molto più ampia delle posizioni ribassiste ha ridotto il saldo e favorito una lettura più costruttiva per il dollaro.
La coppia EUR/USD è scesa dell’1,98%, confermando il movimento del COT. Il COT Index a 52 settimane si trova a zero e la posizione netta è al 21,8° percentile degli ultimi tre anni. Questi valori indicano che il posizionamento relativo dell’euro si è avvicinato alla parte bassa del proprio intervallo recente, pur restando positivo in termini assoluti.
La riduzione del saldo prosegue anche su orizzonti più lunghi: −15.160 contratti nelle ultime quattro settimane e −33.210 nelle ultime tredici. La costruzione degli short, accompagnata dalla debolezza del cambio, rende il segnale più coerente rispetto a quello osservato nel S&P 500. La tenuta del movimento dipenderà ora dalla continuità dei flussi e dal quadro macroeconomico relativo tra Stati Uniti ed Eurozona, perché il COT descrive l’esposizione ma non identifica da solo il catalizzatore che la sostiene.
Nel grafico seguente osserviamo la discesa di EUR/USD insieme alla riduzione della posizione netta degli Asset Manager.
4. Metalli preziosi: oro e argento si separano
Oro, nuovi long mentre il prezzo arretra
Sull’oro la posizione netta dei Managed Money è aumentata da 113.721 a 115.395 contratti. La variazione di 1.674 unità, pari allo 0,48% dell’open interest, nasce dall’apertura contemporanea di 3.059 long e 1.385 short. Il saldo migliora perché gli acquisti prevalgono, mentre l’open interest cresce del 3,78% e segnala l’ingresso di nuovo rischio nel mercato.
Il prezzo, tuttavia, ha perso il 4,64%. La combinazione tra quotazioni in calo e posizione speculativa in aumento produce una divergenza: una parte dei Managed Money ha utilizzato la debolezza per aggiungere esposizione, ma il flusso non è stato sufficiente a sostenere il mercato. Su quattro settimane la posizione netta è cresciuta di 17.949 contratti e su tredici di 23.774, confermando una ricostruzione più ampia della singola rilevazione.
La posizione si colloca al 44,2° percentile delle ultime 156 settimane, una fascia intermedia che lascia spazio sia a un’ulteriore costruzione sia a una nuova liquidazione. Il segnale resta fragile perché Managed Money e Swap Dealers hanno preso direzioni opposte e la price action non ha ancora confermato l’aumento dell’esposizione rialzista.
Nel grafico seguente osserviamo la divergenza tra il calo dell’oro e la graduale ricostruzione della posizione netta dei Managed Money.
Argento, la correzione allontana i compratori
L’argento ha seguito una dinamica diversa. La posizione netta dei Managed Money è scesa da 12.885 a 11.741 contratti, con una riduzione di 1.144 unità, pari all’1,05% dell’open interest. I long sono diminuiti di 1.180 contratti e gli short di appena 36: la variazione nasce quasi interamente dalla liquidazione delle esposizioni rialziste.
La flessione del prezzo, pari all’11,27%, ha confermato la direzione dei flussi. Il percentile storico al 29,5 e il COT Index 52 a 17,8 collocano il posizionamento nella parte bassa dell’intervallo recente, ma la concentrazione resta ordinaria. Un posizionamento meno affollato può ridurre il rischio di ulteriori vendite forzate, mentre il ritorno degli acquisti richiederà una stabilizzazione del prezzo e una nuova espansione dei long.
Il quadro di medio periodo è meno negativo della singola settimana: il saldo cumulato resta positivo di 1.686 contratti su quattro settimane e di 583 su tredici. La correzione ha quindi interrotto la costruzione recente senza cancellarla completamente.
Nel grafico seguente osserviamo come la discesa dell’argento sia stata accompagnata dalla liquidazione delle posizioni rialziste.
5. Corn: gli short tornano a dominare
La posizione netta dei Managed Money sul corn è passata da −49.487 a −74.819 contratti. Il peggioramento di 25.332 unità, pari all’1,32% dell’open interest, deriva da un aumento simultaneo di long e short: i primi crescono di 14.869 contratti, i secondi di 40.201. L’ingresso di nuovi compratori viene quindi assorbito da una costruzione ribassista quasi tre volte più ampia.
Il prezzo ha perso lo 0,97%, una variazione contenuta rispetto all’intensità del flusso short. La relazione viene classificata come neutrale perché la pressione sul posizionamento non ha ancora prodotto un movimento proporzionale delle quotazioni. Su quattro settimane il saldo netto è diminuito di 286.156 contratti e su tredici di 354.449: la persistenza della costruzione ribassista rappresenta l’elemento più rilevante, anche se il percentile storico al 57,1 non segnala ancora un estremo.
Il COT mostra una preferenza crescente dei Managed Money per il lato short, mentre la categoria dei produttori e degli operatori commerciali si muove nella direzione opposta per esigenze di copertura. La conferma della tendenza dipenderà da semine, rese, scorte, esportazioni e condizioni meteorologiche, variabili capaci di modificare rapidamente il quadro fisico del mercato.
Nel grafico seguente osserviamo la progressiva discesa della posizione netta dei Managed Money rispetto all’andamento del corn.
6. Energia: il gas prova a stabilizzarsi, il WTI perde sostegno
Natural Gas, il saldo migliora ma resta ampiamente short
Sul gas naturale la posizione netta dei Managed Money è passata da −84.909 a −82.722 contratti. Il miglioramento di 2.187 unità, pari allo 0,14% dell’open interest, nasce da 3.768 nuovi long e 1.581 nuovi short. La componente rialzista prevale nella settimana, ma il saldo complessivo rimane negativo e continua a descrivere un mercato dominato dalle posizioni ribassiste.
Il prezzo ha perso il 2,84% e non ha confermato la variazione del saldo. L’open interest è sceso dell’1,91%, mentre la partecipazione complessiva resta debole. Il dato settimanale assume maggiore significato se inserito nella sequenza recente: la posizione netta è migliorata di 51.704 contratti nelle ultime quattro settimane, dopo un deterioramento di 28.567 sulle tredici. I Managed Money stanno quindi riducendo una parte dell’esposizione ribassista accumulata in precedenza, senza aver ancora completato un’inversione.
Il percentile storico al 26,3 e il COT Index 52 a 38,5 collocano il saldo nella parte bassa dell’intervallo, ma lontano da una condizione estrema. Stagionalità, scadenze e volatilità del gas richiedono una conferma attraverso il prezzo e i fondamentali fisici, in particolare produzione, stoccaggi e domanda legata alle temperature.
Nel grafico seguente osserviamo il recupero graduale della posizione netta, ancora privo di una conferma stabile da parte del prezzo.
WTI, liquidazione dei long e apertura di nuovi short
Il WTI presenta la costruzione ribassista più completa della settimana. La posizione netta dei Managed Money è scesa da 96.228 a 82.872 contratti, con una riduzione di 13.356 unità, pari allo 0,70% dell’open interest. Il movimento combina la chiusura di 10.490 long con l’apertura di 2.866 short: gli operatori hanno ridotto l’esposizione al rialzo e, nello stesso tempo, aggiunto rischio nella direzione opposta.
Il prezzo ha perso il 3,73% e ha confermato parzialmente il deterioramento del posizionamento. L’open interest è diminuito del 4,77%, segnalando che una parte importante del movimento resta legata alla riduzione complessiva del rischio. Gli Swap Dealers hanno invece migliorato il proprio saldo di 12.573 contratti, una divergenza coerente con la diversa funzione economica delle categorie e con le attività di intermediazione e copertura.
Il percentile storico al 30,8 e lo z-score a −0,50 descrivono un’esposizione inferiore alla media, ma ancora ordinaria. Su quattro settimane la posizione netta resta positiva per 2.948 contratti, mentre sulle tredici arretra di 11.464. La rilevazione indebolisce quindi il quadro di breve periodo senza collocare il mercato in un estremo capace, da solo, di suggerire un’inversione.
Nel grafico seguente osserviamo la riduzione della posizione netta sul WTI insieme alla flessione delle quotazioni.
7. Lettura finale
La rilevazione del 23 giugno mostra un mercato meno disposto ad accumulare rischio nella stessa direzione. Nel S&P 500 il saldo istituzionale migliora, ma attraverso lo short covering e in presenza di una forte contrazione dell’open interest. Sul Nasdaq 100 la liquidazione dei long accompagna invece il calo del prezzo e rende il segnale più coerente. Euro/Dollaro conferma una maggiore domanda di esposizione al dollaro, mentre i metalli preziosi si separano tra la costruzione rialzista dell’oro e la liquidazione osservata sull’argento.
Le commodity cicliche mantengono una pressione più chiaramente ribassista. Sul corn l’aumento degli short domina i nuovi long e prosegue una tendenza già visibile sulle ultime quattro e tredici settimane. Sul WTI la combinazione tra liquidazione delle posizioni rialziste e apertura di nuovi short indebolisce il quadro di breve periodo. Il gas naturale mostra un primo recupero del saldo, ma la posizione resta ampiamente negativa e il prezzo non ha ancora confermato il miglioramento.
Lettura operativa
Il COT suggerisce di mantenere una lettura selettiva. La conferma più netta riguarda la riduzione del rischio sul Nasdaq 100, il rafforzamento delle posizioni favorevoli al dollaro e la pressione ribassista su corn e WTI. S&P 500 e oro presentano invece divergenze tra prezzo e posizionamento, mentre il gas naturale resta in una fase di possibile stabilizzazione ancora incompleta. Le prossime rilevazioni dovranno mostrare se il deleveraging sugli indici era prevalentemente legato al rollover e se i nuovi short su valute e commodity continueranno a crescere dopo la settimana corrente.
Nota metodologica. La rilevazione utilizza i report Futures Only della CFTC: Asset Manager/Institutional per S&P 500, Nasdaq 100 ed Euro FX; Managed Money per oro, argento, corn, natural gas e WTI. Il dato fotografa le posizioni aggregate del martedì ed è pubblicato con ritardo. Percentili, COT Index e variazioni dell’open interest descrivono concentrazione e partecipazione, ma non rappresentano un sistema autonomo di timing, un livello di ingresso o una raccomandazione operativa.