AI contro il 5%
Nasdaq e S&P 500 avanzano nonostante il Treasury decennale al 5,17%, trascinati dalla leadership AI. Ma la partecipazione resta incompleta: Russell 2000 in rosso e dollaro più forte.

Smetti di inseguire i mercati. Impara a leggerli.
bluewonder.it →Nasdaq e S&P 500 avanzano nonostante il Treasury decennale al 5,17%, trascinati dalla leadership AI. Ma la partecipazione resta incompleta: Russell 2000 in rosso e dollaro più forte.
Nasdaq +2,06% e S&P 500 +1,21% resistono al Treasury decennale al 5,17%. Ma Russell 2000 -0,80%, dollaro più forte e oro in calo mostrano un mercato ancora selettivo, sostenuto soprattutto dalla leadership tecnologica.
La Week 38 ha mostrato una combinazione meno intuitiva di quanto suggerisca il rialzo degli indici: l’economia statunitense continua a sorprendere per tenuta, i rendimenti tornano a salire e il dollaro si rafforza, ma la leadership AI consente al Nasdaq e all’S&P 500 di avanzare. La resilienza dell’equity, tuttavia, non è uniforme: le small cap restano indietro e la dispersione continua a essere il vero indicatore di rischio.
La settimana di mercato va dal 21 al 25 settembre, all’interno della Week 38 DOMINA del 20–26 settembre. Il punto di partenza non è una nuova decisione della Federal Reserve o della Bank of Japan: quelle appartengono alla settimana precedente. In W38 il mercato ha invece metabolizzato quella stretta monetaria alla luce di nuovi dati macro sorprendentemente robusti, di rendimenti Treasury nuovamente sopra il 5% e di un petrolio estremamente sensibile alle notizie geopolitiche.
Large cap growth e AI assorbono il rialzo dei rendimenti meglio delle small cap.
PMI, claims e core capital goods mantengono elevata la pressione sulla curva.
Il Treasury 10Y chiude al 5,17% e limita l’allargamento della partecipazione.
Performance dal close del 18 settembre al close del 25 settembre 2026. Indici USA in valuta locale.
L’S&P 500 ha chiuso a 7.743,41 punti, +1,21% nella settimana; il Nasdaq a 27.068,72, +2,06%; il Dow a 51.828,62, +0,28%. Il Russell 2000 ha invece perso circa lo 0,80%. La divergenza è netta: il mercato premia la duration azionaria soltanto dove la crescita degli utili e il tema AI sono percepiti abbastanza forti da compensare il repricing dei tassi.
Il lunedì ha dato il tono: il Nasdaq ha segnato un nuovo record di chiusura con un rally guidato da semiconduttori e mega-cap AI mentre petrolio e rendimenti scendevano. Da mercoledì, però, la riaccelerazione della curva Treasury ha rimesso in evidenza il costo del capitale. L’indice ha tenuto, ma la small cap no: questo impedisce di leggere la settimana come semplice ritorno del risk-on.
| Mercato | Dato chiave | Lettura di regime |
|---|---|---|
| S&P 500 | +1,21% | Resilienza delle large cap nonostante il repricing dei tassi. |
| Nasdaq | +2,06% | Leadership AI e semiconduttori ancora dominante. |
| Russell 2000 | -0,80% | Il costo del capitale continua a pesare sulle società più sensibili ai tassi. |
| UST 10Y | 5,17% | Circa +19 bp rispetto al 18 settembre: condizioni finanziarie più restrittive. |
| DXY | circa +0,8% | Differenziale di rendimento favorevole al dollaro. |
Il dato più importante della settimana è arrivato il 23 settembre. Il flash S&P Global US Composite PMI è salito a 58,4 da 56,0, massimo da oltre cinque anni. Il segnale è doppio: attività e occupazione accelerano, ma aumentano anche le pressioni sui costi. È una combinazione favorevole agli utili nel breve periodo ma scomoda per il mercato obbligazionario, perché riduce lo spazio per una rapida normalizzazione monetaria.
Il 24 settembre le richieste iniziali di sussidio sono scese a 197.000 nella settimana terminata il 19 settembre, da 198.000 riviste: un altro segnale di tenuta del mercato del lavoro. Nello stesso giorno, le vendite di nuove abitazioni di agosto sono salite a un ritmo annualizzato di 684.000 unità, +6,4% rispetto a luglio, pur con intervalli di confidenza ampi.
Il 25 settembre gli ordini di beni durevoli sono rimasti sostanzialmente invariati a 338,6 miliardi di dollari, ma la componente dei beni capitali non-difesa esclusi gli aeromobili — proxy degli investimenti aziendali — è salita dell’1,6%. Il Michigan Consumer Sentiment finale di settembre si è attestato a 48,1, sotto 51,7 di agosto, con aspettative d’inflazione a un anno al 4,6%. La fotografia è quindi asimmetrica: imprese e lavoro restano robusti, mentre il consumatore segnala maggiore pressione da prezzi e prospettive.
Il Treasury decennale ufficiale ha chiuso il 25 settembre al 5,17%, contro il 4,98% del 18 settembre: circa +19 punti base in una settimana. Il 30 anni è arrivato al 5,54%. La salita si è concentrata dopo i dati di metà settimana, coerentemente con una revisione verso l’alto delle aspettative di crescita nominale e di persistenza dei tassi.
La settimana non contiene una nuova decisione Fed: il rialzo del 16 settembre è un antecedente, non un evento W38. La decisione monetaria effettivamente presa nella settimana è quella della Swiss National Bank del 24 settembre, che ha lasciato il tasso guida allo 0%, rilevando un aumento dell’inflazione soprattutto per effetto dell’energia.
Lo STOXX Europe 600 ha interrotto tre settimane negative e chiuso la settimana con un progresso di circa lo 0,5%. Il calo del petrolio per buona parte della settimana ha alleviato la pressione inflazionistica percepita, mentre tecnologia e banche hanno sostenuto il recupero. Il Bollettino economico BCE del 24 settembre ha mantenuto al centro il tema delle condizioni finanziarie e degli spillover globali.
In Giappone il Nikkei 225 ha guadagnato circa il 2,07% rispetto al 18 settembre, chiudendo a 66.364,20. La settimana di Tokyo è stata abbreviata dalle festività e la forza è rimasta legata soprattutto alla tecnologia e ai semiconduttori, con un successivo allargamento verso banche e titoli da dividendo.
Il KOSPI ha chiuso la propria settimana già mercoledì 23 settembre a 7.080,92 punti, circa +2,71% rispetto al 18 settembre. La borsa coreana è rimasta chiusa il 24 e 25 settembre per Chuseok: il dato deve quindi essere confrontato su una settimana di sole tre sedute, non con una normale chiusura del venerdì. La leadership è rimasta concentrata su AI e semiconduttori.
La Cina continentale e Hong Kong hanno invece sottoperformato. Lo Shanghai Composite ha terminato l’ultima seduta disponibile della settimana a 3.888,37, circa -0,6% rispetto al 18 settembre; il mercato cinese è rimasto chiuso il 25 settembre per il Mid-Autumn Festival. L’Hang Seng ha chiuso a 24.510,09, circa -1,0% sulla settimana.
Il Dollar Index ha guadagnato circa lo 0,8% nella settimana, sostenuto dal rialzo dei rendimenti e dalle aspettative di una Fed più restrittiva più a lungo. Euro e sterlina hanno perso terreno, mentre lo yen è rimasto vulnerabile nonostante il rialzo BoJ della settimana precedente.
L’oro ha perso circa il 2,4% nella settimana, penalizzato dalla combinazione di dollaro più forte e rendimenti reali elevati. Il segnale è coerente con il repricing del costo opportunità: in W38 il metallo non ha replicato la capacità di resistenza mostrata nella settimana precedente.
Il petrolio è rimasto il principale vettore geopolitico. Il WTI ha chiuso intorno a 92,44 dollari, circa -3,8% sulla settimana, dopo forti oscillazioni legate alle prospettive di negoziato USA-Iran e alla normalizzazione parziale dei flussi mediorientali. Il calo del greggio ha sostenuto il risk sentiment a inizio settimana, ma non è stato sufficiente a impedire il rialzo dei Treasury quando i dati macro USA hanno sorpreso al rialzo.
| Fattore | Evento / dato | Perché conta | Segnale |
|---|---|---|---|
| Lavoro USA | JOLTS e dati occupazionali | Verifica se la robustezza dei claims è confermata. | Un ulteriore irrigidimento sostiene i rendimenti. |
| Curva USA | 10Y e 30Y | È il principale vincolo alla breadth. | Stabilizzazione favorisce allargamento; accelerazione aumenta la dispersione. |
| Energia | WTI/Brent e Medio Oriente | Trasmissione diretta a inflazione attesa e tassi. | Nuovo rialzo del petrolio riapre il rischio inflazionistico. |
| Breadth | Russell / equal-weight vs S&P | Misura la qualità del rialzo. | Recupero relativo conferma un risk-on più sano. |
| Asia | Riapertura Corea e Cina | Le festività hanno abbreviato i confronti settimanali. | La reazione post-holiday testa la leadership asiatica. |
La Week 38 non è la settimana delle banche centrali: è la settimana in cui il mercato ha iniziato a prezzarne le conseguenze. I dati USA hanno mostrato un’economia più resistente del previsto e il Treasury decennale è salito al 5,17%, ma la tecnologia ha continuato a sostenere gli indici.
La discriminante resta la partecipazione. Finché Nasdaq e mega-cap avanzano mentre Russell 2000 e altri segmenti sensibili ai tassi restano indietro, il quadro è di resilienza selettiva, non di espansione uniforme del rischio. Il passaggio a un regime più costruttivo richiede che la forza si allarghi senza dipendere da un deterioramento macro necessario a far scendere i rendimenti.
Autore: Fabrizio Ravetto.
Nota informativa. Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e di analisi dei mercati. Non costituisce consulenza finanziaria personalizzata, sollecitazione al pubblico risparmio o raccomandazione individuale di investimento. Ogni decisione operativa deve essere valutata in funzione del proprio profilo di rischio, orizzonte temporale e situazione patrimoniale.
Trasparenza. Contenuto realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale.
Iscriviti alla nostra newsletter gratuita e ricevila ogni inizio settimana.